Perché ho tanta paura?

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fireworksL'altra sera sono andata a vedere uno spettacolo di fuochi d'artificio insieme alla mia famiglia. Questo è uno degli spettacoli più belli della zona del Lago di Garda (Italia) e la gente aspetta tutto l'anno per questo giorno perché è molto speciale: è la così detta "Notte di Fiaba" a Riva del Garda e tante persone vengono anche da lontano perché segna la fine della stagione estiva ed è il momento di festeggiare.

Io abito qui a Riva solo da un anno ed era la prima volta che ci andavo. Per dire la verità ero un po' agitata perché soffro di un disturbo d'ansietà ed assistere a uno spettacolo dove ci sono fuochi d'artificio, luci, gente, rumore, eccetera mi crea sintomi fisici, mentali ed emotivi molto spiacevoli.

Ci sono andata comunque, per mettermi alla prova e magari riuscire a godermi lo spettacolo, ma sapevo che non sarebbe stato semplice.

Appena arrivata ho subito cominciato ad avere le mani fredde e a sudare, avevo la vista annebbiata, mi girava la testa, ed ero invasa da sentimenti d'insicurezza e pericolo, come se dentro di me si fosse acceso un allarme e mi spingesse a tutti i costi a cercare un nascondiglio. Ma io sapevo che quel pericolo non era reale, erano solo i sintomi dell'ansietà. Allora, sono rimasta li, ferma, senza fare nulla e con lo sguardo indirizzato altrove cercavo di distrarmi guardando la gente, le barche, le piante e pensando ad altro: niente di particolare, solo pensieri che mi tenessero la mente occupata obbligandola a non pensare al "pericolo". Di tanto in tanto alzavo gli occhi per vedere i pochi fuochi d'artificio che mi sembravano innocui, così almeno avrei poi potuto dire di esserci andata alla Notte di Fiaba e parlane con gli altri di quanto fossero stati belli i fuochi (nonostante in realtà avessi perso il 70% dello spettacolo).

In quel momento ho visto un bambino...
Era un maschietto di circa 7 anni, seduto sul passeggino del fratellino a alcuni metri di distanza dei genitori, praticamente stava guardando lo spettacolo da solo. I suoi occhi si chiudevano ad ogni intenso colpo dei fuochi; li voleva vedere, ma allo stesso tempo aveva paura delle esplosioni. Un rumore così forte... mamma mia! Quanti decibel! Per fortuna io mi ero messa i tappi, ma lui poverino ogni volta si metteva le mani sulle orecchie, poi stordito si copriva gli occhi, le orecchie, la testa... la sua paura era tanta e io lo capivo perché io avrei fatto lo stesso. Ma io sono adulta e socialmente non è visto ne bene ne come qualcosa di “normale”.
Ma lui aveva una cosa in più che io non ho mai avuto... Un padre.

Quando alla fine ha sentito di non farcela più, si è alzato ed è corso dal padre. Lui lo ha dunque alzato e lo ha caricato sulle sue forti braccia e hanno poi guardato buona parte dello spettacolo insieme.

padre bambino fuochi artificiali

Pian piano il ragazzetto ha perso la paura che aveva in principio e ha cominciato a guardare i fuochi come se quella paura iniziale non ci fosse mai stata. Solo alcuni minuti più tardi era li che sorrideva insieme al padre: aveva acquistato sicurezza! Poi è sceso dalle braccia del padre ed è tornato dove era prima, seduto sul suo passeggino dove ha guardato il resto dello spettacolo da solo, con i suoi begli occhi spalancati e radiosi e la gioia dipinta sul volto.

Questa scena mi ha commosso perché mi sono vista come quel bambino, pieno di paura e ansietà, ma con la differenza che io non avevo un padre che mi trasmetteste sicurezza. Perciò rimasi come lui all'inizio, mi coprivo gli occhi, mi coprivo le orecchie, non sapevo dove nascondermi, cercavo un rifugio, volevo che finisse quella tortura... Ma se acquistassi più sicurezza magari potrei fare come lui: seduto guardando davanti a sé, godendo il momento con la consapevolezza che non c'è niente da temere.

E allora come posso io acquistare quella sicurezza che nessuno mi ha mai insegnato? Come posso convincere la mia mente che siamo al sicuro e che può stare tranquilla? Come spengo l'allarme interno e come lo metto in modalità "sicura"?
Magari devo fare come quel bambino... Vivere il momento e godermi lo spettacolo che ho davanti... LA VITA.

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