Recupero dati da NAS QNAP

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avatar nasI NAS sono ottimi sia per un uso aziendale che privato. Ad un prezzo contenuto, un NAS permette di avere un server sul quale salvare i propri dati e renderli più sicuri.

Grazie a tutta una serie di servizi ed app dedidacate un NAS può consentire di avere sempre accesso ai propri dati ovunque si sia, la sincronizzazione Cloud, funzionalità DLNA e tanto altro ancora.

Tuttavia come ogni sistema informatico non sono perfetti e vi è sempre la possibilità di perdere i propri dati. Un NAS a due bay (due dischi), supporta il RAID 1, il che si sa non garantisce di per se la sicurezza dei propri dati: se vi è un errore su di un disco, questo viene replicato anche sul secondo.

Per questo, vale sempre la pena oltre ad un NAS avere una copia dei propri dati altrove. Questo lo ho potuto constatare nelle scorse settimane a seguito del crash di un NAS QNAP nell'azienda di un amico.

Di seguito riporto i passi fatti per recuperare i dati e rimettere in piedi il sistema, nonché l'applicazione di un sistema di sincronizzazione in Cloud per garantire una maggiore sicurezza dei dati.

Rete locale e NAS

Un amico, ha un'attività per la quale alcuni suoi dipendenti devono operare all'esterno del suo ufficio presso alcuni fornitori/soci.

L'uso di un NAS, in questi casi può essere di utilità indiscussa: oltre a fare da server, consente di poter consentire l'accesso ai dati aziendali attraverso un portale proprietario. 

Nel suo caso qualche anno fa sotto mio consiglio, è stato acquistato un NAS QNAP TS-251 4G. Il motivo perché un QNAP è perché al momento dell'acquisto, visto la dimensione ridotta dell'azienda stavamo cercando un NAS con costi contenuti, ma che garantisse buone prestazioni. All'epoca, nella fascia di prezzo desiderata, questo modello era il migliore in quanto equipaggiato con un progessore Intel Celeron quadcore e 4GB di RAM.

I dischi scelti per la prima installazione e inizializzazione del server in RAID 1 sono stati due Western Digital WD Red da 3TB ciascuno.

NAS in crash

La soluzione ha funzionato per anni, prima che a causa di un malware una delle partizioni fosse danneggiata e impedisse l'accesso ai dati in seguito allo sfortunato evento.

Nelle settimane precedenti al fattaccio, avevo ricevuto diverse notifiche dal NAS che via mail mi avvertiva della presenza di malware e di falliti tentativi nel creare miniature o thumbs delle immagini nelle cartelle del disco.

Per questo avevo anticipato l'intervento programmato di manutenzione. Come ogni volta, avvio l'antivirus, mi accerto che la macchina sia stabile e prima dell'aggiornamento del software la riavvio.

Al suo wakeup, effettuo l'accesso con le credenziali amministratore dal pannello via browser.

Dopo pochi minuti, comincio a vedere le icone delle app sparire dal desktop del NAS. Allarmato, accedo alla File Station e non riesco più a vedere le cartelle nel disco. Stessa cosa per quanto riguarda l'accesso alle cartelle dalle postazioni in rete.

Prima ancora che capissi cosa stava succedendo, il NAS forza il log out dell'utente e mi trovo nuovamente alla schermata di accesso sul browser.

Primi tentativi di ripristino del NAS QNAP

Spengo la macchina e la riavvio: da quel momento, l'utente amministratore ha perso l'accesso e la password non viene riconosciuta.

Effettuo dunque la manovra hardware per il reset della password amministratore tenendo premuto per 3 secondi il tasto reset dietro il NAS con una penna. Il NAS come da consuetudine emette il segnale sonoro di avvenuto reset.

Torno alla postazione e tento l'accesso con la password di default ma nulla! Ritento la procedura più volte ma senza successo.

Nel frattempo la spia "status" comincia a lampeggiare alternativamente in rosso e verde come se i dischi o il server non fosse inizializzato. 

Dal browser, è evidente che il form di accesso è solo parzialmente caricato in quanto non tutti gli elementi sono visibili e questo è chiaramente sinonimo di corruzzione.

QFinder Pro

Per evitare ulteriori danni ai dati contenuti nei dischi, decido di spegnere il NAS per smontarli per poi tentare la reinstallazione del firmware dall'utility QFinder Pro.

QFinder Pro

Smontati i due dischi rigidi, riavvio il NAS che nel frattempo fatica ad accendersi e dunque non è visibile in rete. Dopo qualche minuto, l'utility QFinder Pro rileva il NAS ma mi avvisa che è avvenuto un errore grave e non è possibile accedervi (simbolo rosso come si può vedere nell'esempio qui sopra). Infatti i tentativi di accedere alla macchina anche dall'utility sono vani.

Inoltre il NAS non ha più il nome imposto precedentemente in fase di configurazione. Al suo posto vi è un nome composto da NAS e una stringa alfanumerica (come da immagine). E' chiaro che si è corrotto l'intero sistema.

Aggiornamento manuale del firmware

Vado comunque sul sito del costruttore (QNAP) e manualmente scarico l'ultima versione del firmware per il nostro modello: il QNAP TS 251.

Dall'interfaccia di QFinder Pro, faccio click destro sull'unico NAS in elenco e clicco su Aggiorna firmware. Mi chiede le credenziali di accesso e provo per l'ennesima volta con quelli del default user "admin" password "admin".

Questa volta lo accetta e accedo al pannello dal quale avviare l'aggiornamento. Opto ovviamente per quello manuale selezionando il file appena scaricato (precedentemente decompresso).

Finito l'aggiornamento del firmware, la macchina mi avverte che non è inizializzata e mi chiede l'inserimento dei dischi per poter procedere con l'installazione: ciò significa però perdere tutti i dati presenti nei dischi e per il momento non è una soluzione accettabile.

Acquisto dunque da Amazon due dischi nuovi in sostituzione dei precedenti: arriveranno con Prime in massimo 2 giorni. Nel frattempo però bisogna cercare di recuperare i dati: circa 600 GB di file e 70 MB di database MySQL appartenente al gestionale aziendale (Invoicex) di cui purtroppo non era stato effettuato il backup nell'ultimo anno.

Recupero dati

Il recupero dati, viene svolto con più metodi contemporaneamente su entrambi i dischi corrotti in modo da poter ottenere il minor numero di perdita dati possibile.

Sul disco numero 1 viene svolta una scansione con l'utility  EaseUS Data Recovery Wizard un ottimo sistema di recupero dati disponibile sia per Windows che per Mac.

Poiché i dati sono molti, è subito evidente che l'attesa sarà molto lunga.

Nel frattempo, adotto un'altra stategia per cercare di recuperare i dati dall'altro disco:

Il sistema operativo del QNAP NAS, è Linux based con partizioni di tipo ext3. Decido dunque di montare il secondo HDD al controller SATA della WorkStation per cercare di leggere le partizioni da una distro Linux.

La Workstation è un quadcore con 32 GB di RAM con sistema operativo Windows 10 Pro. All'avvio, provo a vedere se anche da Windows si riesce a rilevare il disco e capire se oltre al danno software vi sia anche qualche problema nell'hardware.

Dall'utility Gestione dischi di Windows, è possibile vedere il disco e le partizioni. Ovviamente da Esplora risorse le partizioni risultano illeggibili e Windows non riconoscendone il file system ne chiede la formattazione. Ma è già un buon punto di partenza: il disco sembra essere in perfetto stato e non presenta errori di funzionamento.

Poiché il sospetto è che ciò che è successo sia dovuto ad un virus, un malware, o addirittura un ransomware, opto per non collegare la macchina direttamente al sistema operativo in quanto anch'essa ha dati che sarebbe meglio non fossero intaccati.

PartedMagic su VirtualBox

Creo dunque una macchina virtuale vuota con VirtualBox di tipo Linux generico. Per rendere leggibile il disco del NAS dalla macchina virtuale, creo un file VMDK e successivamente lo collego alla macchina VirtualBox appena creata.

Potrebbe interessarti la lettura del seguente articolo dove spiego come creare e usare i file VMDK:

Virtualbox - Come avviare una macchina virtuale da USB o collegare in sola lettura un HDD fisico

Come distro Linux per il tentativo di recupero dati, scelgo PartedMagic del quale benché la versione attuale sia a pagamento (pochi spiccioli) vi è ancora disponibile in rete una versione gratuita disponibile al download. Per il mio scopo, quest'ultima versione gratuita è più che sufficiente e supporta il file system del NAS mettendomi nella condizione di leggere il contenuto delle partizioni del suo disco.

PartedMagic è una distro Linux creata per la gestione dei dischi rigidi: consente di ridimensionarli, creare, modificare ed eliminare partizioni, clonare dischi e contiene anche tools per il recupero dei dati.

Da Archiviazione, collego l'immagine ISO di PartedMagic come CD virtuale. Allo start la macchina si avvierà direttamente da essa.

Per memorizzare i dati recuperati, utilizzo un HDD esterno USB da 1TB. Sarà sufficiente collegarlo alla macchina virtuale come periferica USB prima che essa parta o farlo successivamente collegandola a caldo.

Preparata la macchina VirtualBox, avvio il tutto. PartedMagic, viene caricato Live nella memoria RAM virtuale della macchina.

Una volta effettuato l'accesso, dal file manager, sono in grado di montare la partizione del disco NAS e cominiciare lo spostamento dei dati.

Qualcosa però non funziona come dovrebbe e quando sono ad un 40% del recupero il disco esterno comincia a dare problemi. Cambio dunque strategia:

DiskInternals Linux Reader

Per terminare il lavoro di recupero e conscio di eventuali problemi di sicurezza, mi servo di un'ulteriore postazione con Windows 10 installato. Su questo sistema non vi sono file importanti: è solo un muletto.

Collego al controller SATA del muletto l'HDD del NAS e un HDD WD Red da 1TB che ora userò come memoria di Backup. Avviato Windows 10, formatto per primo il disco di Backup in NTFS.

In seguito scarico l'utility DiskInternals Linux Reader nella sua versione free: il programma, permette di leggere agevolmente le partizioni del disco NAS visto che ne supporta il file system e consente di selezionarne le cartelle e di effettuare il Backup verso una seconda memoria.

Seleziono dunque le cartelle ancora non salvate dal disco NAS e le imposto per il salvataggio sul disco da 1 TB. Dopo circa una giornata, tutti i dati rimanenti sono stati copiati sul disco di Backup.

Scansione Antivirus

Poiché il sistema può essere stato compromesso da un malware, effettuo due scansioni Antivirus.

Nella scansione, vengono trovati diversi file con cinque infezioni diverse. Viene dunque effettuata la disinfezione dei file e rimossi quelli non riparabili e/o non più necessari.

Recupero del database MySQL

DiskInternals Linux Reader consente di vedere anche le cartelle nascoste. Tra queste, vi è anche la cartella .@qmariadb è la cartella contentete i file fisici del database MySQL da recuperare. All'interno vi è la cartella riportante il nome del database. La salvo insieme ai dati in essa contenuti nel disco di Backup.

Sul sitema Windows è installato MySQL. Per recuperare il database, apro la cartella contenente i file di MySQL:

C:\ProgramData\MySQL\MySQL Server 5.x\data

La cartella ProgramData è una cartella nascosta. Se non riuscite a visualizzarla, su Esplora Risorse andate su File > Modifica opzioni cartella e ricerca > Visualizzazione > Visualizza cartelle, file e unità nascosti e date Applica.

In questa posizione, copio fisicamente la cartella recuperata dal HDD del NAS.

Fatto questo, apro phpMyAdmin et-vohilà il database è integro e navigabile. Lo esporto dunque in formato .sql pronto per essere ripristinato sul NAS una volta rimesso in funzione.

Potrebbe interessarti la lettura di questi articoli nei quali spiego cos'è phpMyAdmin e come installarlo su Windows 10:

Database - phpMyAdmin

Windows 10 - Installare phpMyAdmin su IIS Express 10

Ripristino del NAS

Arrivati i dischi nuovi per il NAS, vengono montati al posto dei due precedenti WD Red. 

Una volta montati dalla Workstation accedo al NAS da Qfinder Pro. Reinstallo il firmware per la seconda volta, visto che il primo tentativo non aveva annullato gli errori rilevati dall'app.

Ancora una volta riscontro l'ostacolo della log in. Effettuo dunque un'altra volta il reset hardware dal NAS tenendo premuto il pulsante questa volta per più di 10 secondi fino al secondo segnale acustico.

Questo reset è diverso dal primo in quanto quello effettuato tenendo premuto il tasto solo 3 secondi imposta la password dell'utente amministratore a default. Il tenere premuto il tasto reset 10 secondi cancella totalmente gruppi e utenti precedentemente impostati.

Ritento la login sul NAS per installare il firmware e questa volta mi concede l'accesso consentendomi di portare a termine l'operazione.

Una volta reinstallato il firmware, mi viene chiesto di reinizializzare il NAS: confermo e la macchina viene inizializzata a dati di fabbrica. Ora si tratta solo di riconfigurarlo e riportare i dati recuperati sul server.

Finita la riconfigurazione è necessario il ripristino del database MySQL.

Ripristino di MySQL e del database del gestionale

Abilitato il database da pannello di controllo, il motore MariaDB è pronto all'uso. Basta attivarla dall'apposito pannello:

QNAP NAS MySQL Server

Installo anche phpMyAdmin dall'app manager. 

Installato, è facilmente accessibile da browser facendo click sull'icona corrispondente dalla scrivannia del NAS o digitando l'IP del server seguito da "/phpmyadmin".

phpMyAdmin on QNAP NAS 

L'accesso è garantito dalle credenziali di default che per phpMyAdmin sui NAS QNAP è utente "root" user "admin". Ovviamente per motivi di sicurezza è ultra consigliato cambiare immediatamente la password al database direttamente dall'apposito pannello sul NAS.

E' utile ricordare che nel caso vi dimentichiate della password dell'utente root, potete cambiarla comodamente dal pannello apposito sul NAS senza dover ammattire con reinstallazioni.

Ottenuto l'accesso a phpMyAdmin, creo un utente che può accedere da ovunque nella rete: nemmeno l'utente root potrebbe perché considerato utente locale. Il database infatti dovrà essere accessibile da qualsiasi postazione in rete abbia installato il gestionale aziendale. Il gestionale usato per la cronaca è Invoicex.

Creo l'utente definendone la posizione con il simbolo "%" cioé ovunque. L'utente lo chiamo "workbench" visto che userò MySQL Workbench per accedere e ripristinare i dati del database partendo dal file .sql creato in precedenza.

Provare a ripristinarlo importandolo direttamente da phpMyAdmin sarebbe improbabile in quanto i limiti imposti da PHP per l'upload dei file è nettamente inferiore alle dimensioni del file .sql di cui dispongo.

Scarico ed installo sulla macchina Windows MySQL Workbench

Una volta avviato il programma, creo una connessione che mi consentirà l'accesso remoto al server MySQL sul NAS. L'IP sarà ovviamente quello del NAS in rete, la porta la "3306", nome utente "workbench" e password  quella da me impostata al momento della creazione dell'utente con phpMyAdmin.

MySQL Workbench

Effettuo la connessione che parte al primo colpo. 

Clicco su New Schema e creo un database riportante il nome del vecchio database.

Ora da sinistra, dall'elenco degli schemi o database esistenti, clicco su quello appena creato, clicco su Tables. Dalla barra strumenti clicco poi sull'icona "cartella" o apri la quale mi consente di selezionare un file contenente uno script. Seleziono ed importo dunque il file .sql dal disco di Backup.

Una volta caricato e visualizzato, clicco sull'icona "saetta" o Esegui. Attendo la fine dell'esecuzione delle query.

Fatto questo, apro il gestionale da una postazione dell'ufficio. Nelle impostazioni di Invoicex (in realtà va in errore e mi propone immediatamente di cambiare i dati di connessione al database) apro la finesta della connessione al database e modifico i dati di accesso al database impostando il nuovo utente predisposto per la connessione in rete.

Testo la connessione, apro le finestre del programma gestionale per vedere che tutto sia in ordine: fatto!

Backup del NAS su Cloud

Per aumentare la sicurezza dei dati sul NAS, ci sono diverse alternative possibili tra le quali acquistare un nuovo NAS e creare un sistema di backup nel quale il secondo NAS è una copia identica del primo. In caso di rottura o default del primo si potrà dunque connettersi al secondo e proseguire il lavoro.

Il costo dell'operazione, è comunque più elevato di sincronizzare il contenuto del NAS su Cloud. La cosa non è particolarmente dispendiosa ne ha un costo estremamente elevato. Al momento 2TB di spazio su Google Drive costano circa € 99,00 l'anno.

Google Drive come altro sistema di Cloud. 

QNAP mette a disposizione nel suo app store l'app HBS 3 Hybrid Backup Sync la quale consente di creare un sistema di Backup sia verso un altro NAS, sia verso un sistema Cloud tra cui Google Drive, Dropbox, OneDrive, Box, Yandex, Amazon S3 ed altri ancora.

HBS 3 QNAP

Per la nostra soluzione, visto l'uso già in atto di Google Drive in azienda, abbiamo acquistato un ulteriore spazio di 2 TB sufficiente a memorizzare i nostri circa 300 GB (la riduzione dei dati è dovuta più a una pulizia sistematica che alla perdita di dati che è stata ridotta al minimo). Considerato un tasso di crescita dei dati di circa 50 GB l'anno, potevamo accontentarci di uno spazio inferiore ma è meglio stare larghi.

La configurazione non è estremamente difficoltosa e come tutte le app di QNAP è facile ed intuitiva.

Si tratta di creare un nuovo sistema di Backup e di selezionare il tipo di risorsa che si vuole usare. 

Una volta selezionato il servizio Cloud desiderato, dovremmo creare lo "spazio" nel Cloud che ospiterà fisicamente i dati sincronizzati. Nel fare questo, dovrete precedentemente predisporre/creare le cartelle desiderate sul servizio Cloud selezionato riproducendo lo spazio di archiviazione del NAS.

Fatto questo, dovremmo cartella per cartella associare le copie cartella NAS/cartella Cloud

Nel passaggio successivo, HBS 3 ci chiederà che tipo di sincronizzazione vogliamo svolgere: bidirezionale (quello da noi scelto), solo NAS, solo Cloud... e come desideriamo risolvere gli eventuali conflitti di versione: cancellare i file sul NAS, sul Cloud, rinominare i file etc.

Una volta settato il tutto, ci chiederà se vogliamo avviare immediatamente la sincronizzazione. Lasciamo selezionata la casella apposita e confermiamo la creazione del nostro piano di Backup.

Dipendendo dalla connessione di cui disponete dovreste vedere quasi in tempo reale l'inizio della sincronizzazione dei vostri dati in Cloud.

Conclusioni

Nonostante avere un NAS da una certa sicurezza è chiaro che da solo non basta ad assicurare la durabilità dei vostri dati. Per farlo si necessita un sistema che vada oltre e che effettui il backup dei dati altrove in caso di default del NAS.

Come tutti i sistemi informatici infatti può rompersi, corrompersi o essere attaccato da malintenzionati.

Il mio consiglio è di provvedere al salvataggio dei vostri dati prima che vi succeda ciò che è successo a me.

E' vero, dovrete investire qualche euro ma dipende sempre da quanto valgano i vostri dati per voi. Se hanno come immagino un valore inestimabile, è doveroso provvedere prima dell'avverarsi di qualsiasi evento disastroso.

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