Virtualbox - Come avviare una macchina virtuale da USB o rendere leggibile un HDD fisico

google-plus Scritto da . Postato in Windows

avatar vboxNel mio percorso lavorativo, ma anche per passione, mi sono servito spesso delle macchine virtuali. VirtualBox è ciò che ho più usato in quanto è versatile, gratuita e mi ha concesso di fare pressoché tutto ciò di cui finora ho avuto bisogno. Inoltre, è multipiattaforma il che è un pregio perché la si può usare tanto su Windows, che su Linux, che su Mac.

E' estremamente semplice usarla: una volta installata basta dall'interfaccia scegliere Nuova, scegliere il tipo di macchina virtuale che si vuole creare in base al sistema operativo che si vuole installare et-vohilà, seguendo poi il wizard che vi permetterà di creare al volo un disco virtuale vi ritrovate belli che pronti per mettere in pista il vostro "nuovo PC" virtuale.

E' comodissima inoltre, perché se avete bisogno di installare un sistema operativo di cui possedete già l'immagine ISO (magari scaricata da internet), vi basterà semplicemente andare su Impostazioni > Archiviazione e dall'elenco dove viene mostrato il simbolo dell'unità ottica, cliccarvi sopra e poi sulla destra dall'apposito menu cliccare su scegli file immagine per selezionare il file .iso da voi desiderato.

Vi eviterà dunque di masterizzare l'immagine per poter poi procedere all'installazione. Virtuale é e virtuale rimane, anche se si tratta di supporti ottici!

Ciò consente volendo di sperimentare tutti i sistemi operativi che vi vengono in mente pur non avendo le risorse hardware fisiche necessarie.

Boot da usb drive: Un limite?

Uno dei limiti di VirtualBox (all'apparenza), è quella di non riuscire a utilizzare i supporti USB all'avvio: ad esempio se volete installare un OS di cui non possedete l'ISO o, se desiderate testare la corretta funzionalità di una chiavetta USB avviabile, senza il bisogno di riavviare la macchina modificare le impostazioni del BIOS, UEFI o quant'altro.

Ciò è abbastanza seccante! Come è possibile che con tante funzionalità atte a semplificarne l'uso non abbiano pensato anche a questo? Chissà forse nelle future versioni ciò avverrà. Nel frattempo ci godiamo questo strumento gratuito utilizzando qualche escamotage per ottenerne ugualmente l'effetto desiderato.

Eh si, perché nonostante di default sembra non sia possibile, la cosa è aggirabile con un sistema abbastanza semplice (e un po' di pazienza e copia incolla):

Uso dei Virtual Machine Disk

Grazie all'utility di VirtualBox, andremo a creare un disco fisso virtuale (Virtual Machine Disk) VMDK il quale nella pratica è un file di testo contentente il 'collegamento' all'unità fisica in modo tale da virtualizzarla e renderla leggibile dalla macchina VirtualBox.

Nota: Questo piccolo hack funziona anche con i dischi fisici SATA.

Pronti?

1. Creazione del file vmdk

Per prima cosa, anche se banale, dovrete collegare il vostro supporto USB avviabile al PC.

In seguito, avviate l'utility di sistema di Windows "Gestione dischi": per farlo cliccate sul pulsante Sstart e digitate appunto "gestione dischi". Verrà elencata un'unica voce: "Crea e formatta le partizioni del disco rigido". Cliccatevi sopra per aprirla.

windows gestione dischi

Questa utility è studiata per poter manipolare le memorie del vostro sistema, per cui fate molta attenzione... Non smanettate se non sapete cosa state facendo, altrimenti potreste ritrovarvi con qualche problemino di troppo.

Detto questo, cercate nell'elenco il vostro supporto USB, che dovreste riconoscere per l'etichetta, la dimensione o la lettera associata dal sistema... Trovata?

Ora vi basterà annotarvi il numero progressivo identificativo legato al supporto USB. Nel mio caso il numero 7.

windows gestione dischi usb drive

Per creare il file vdmk, useremo il terminale o prompt dei comandi di Windows. Apritelo sempre partendo dal pulsante start digitando "cmd" e successivamente sull'app corrispondente click con il pulsante destro "Esegui come amministratore".

L'eseguibile o programma che ci consentirà di creare il file di collegamento vdmk è nella cartella di VirtualBox. Digitate dunque cd %programfiles%/Oracle/virtualbox e premete poi Invio da tastiera.

A questo punto, il comando che dobbiamo dare a riga di comando sarà simile a questo:

vboxmanage internalcommands createrawvmdk -filename D:\Virtual\usb7.vmdk -rawdisk \\.\PhysicalDrive7

prompt dei comandi - create vmdk disk

Il comando deve essere personalizzato indicando il nome del file e la posizione dove volete salvarlo (nel mio caso D:\Virtual\usb7.vmdk) e deve indicare in maniera corretta l'identificativo del drive fisico (nel mio caso PhysicalDrive7) al posto del numero 2 vi sarà l'identificativo della vostra chiavetta USB precedentemente prelevato dall'utility Gestione dischi.

Se la creazione del file è andata a buon fine, visualizzerete il messaggio: RAW host disk access VMDK file D:\Virtual\usb7.vmdk created succesfully

A volte la generazione del file restituisce un errore simile a questo: "VERR_ACCESS_DENIED". Potreste risolvere riavviando il PC e poi seguire nuovamente la procedura fino a qui per generare il disco fisso virtuale. Fate attenzione ovviamente che il numero identificativo del disco USB può variare dopo il reboot del PC.

2. Collegare il file vmdk alla macchina VirtualBox

Ora è il momento di configurare la macchina in modo tale che possa leggere il file vdmk e di conseguenza la memoria USB.

Per rendere possibile il boot dall'unità USB connessa con la macchina eseguiamo come amministratore VirtualBox (come abbiamo fatto precedentemente con il prompt dei comandi). 

Per configurare la macchina virtuale in modo che esegua il boot da supporto USB, selezioniamo la macchina dall'interfaccia di VirtualBox e spostiamoci poi sulle Impostazioni.
Selezioniamo Archiviazione e successivamente facciamo click sull'icona del disco fisso con il più verde sopra o "Aggiunge disco fisso".

vbox impostazioni archiviazione

Dalla finestra di dialogo che appare, clicchiamo nuovamente sull'icona di aggiunta del disco fisso, e selezioniamo infine il file vdmk precedentemente generato.  

aggiungi disco vmdk

Una volta cliccato su Apri, vedremo il nostro file vdmk in elenco. Dall'elenco, selezioniamolo e infine clicchiamo su Scegli... Fatto!

disco vmdk aggiunto

Una volta tornati alla finestra Archiviazione, cliccate sul controller SATA e poi sulla parte destra della finestra attivatene la casella "Usa cache I/O dell'host" (come nell'immagine precedente). 

Date OK per confermare.

3. Avvio della macchina da supporto USB

Tornati alla scheramata principale di VirtualBox, avviate la vostra macchina virtuale appena modificata: ora effettuare automaticamente il boot dall'unità USB.

Se non fosse così, non disperate, resettate la macchina VirtualBox e in seguito all'avvio della macchina premete il pulsante F12 da tastiera per accedere al menu di boot della macchina.

vbox boot usb drive

Dal menu che vi si presenta, selezionate successivamente il numero corrispondente alla vostra chiavetta USB prima di dare Invio.

Usare i file VMDK per gli HDD

Come già accennato, questo metodo per collegare memorie fisiche ad una macchina virtuale in VirtualBox non è utile solo per i drive USB. E' utile anche nel caso abbiate necessità di leggere partizioni non leggibili da Windows a causa del file system incompatibile e abbiate necessità di poterlo leggere con una distro Linux o simili.

Se Windows rileva il disco (da Gestione dischi), una volta creato il file vdmk, si può lanciare la distro Linux Live direttamente nella macchina virtuale e aprirvi poi il disco fisico direttamente dal File Manager (sempre che la distribuzione da voi utilizzata supporti il file system del disco).

La procedura è pressoché la medesima, solo che il vostro scopo non sarà avviare il sistema facendo il boot dal disco rigido, bensì quello di leggerne il contenuto

La macchina VIrtualBox, andrà dunque avviata o attraverso un sistema operativo installato all'interno della stessa, o attraverso supporto virtuale come un'immagine ISO o sfruttando il metodo appena visto per fare il boot da un supporto USB fisico. 

Nel mio caso mi è stato utile per recuperare i dati dai dischi di un NAS il quale File System non era leggibile da Windows. Senza impazzire per impostare da UEFI la modalità Legacy con la quale riuscire ad avviare il sistema Linux da chiavetta, ho potuto accedere al disco fisico direttamente dalla macchina virtuale.

E' stato necessario solamente collegare il disco SATA del NAS ad uno degli slot presenti sulla scheda madre, effettuare la procedura per la creazione del file vmdk associato e successivamente aggiungerlo alla macchina virtuale prima di avviarla.

Una nota: In lettura non ho avuto problemi in tal senso, specie con l'uso di PartedMagic. Tuttavia, nei miei tentativi di utilizzare questo metodo per i dischi fissi fisici in scrittura, i miei tentativi sono stati vani. Anche cercando di forzarne il mount, è sempre stato restituito l'errore: Unable to mount Windows (NTFS) filesystem due to hibernation... The NTFS partition is in an unsafe state. Se vuoi approfondire l'argomento, lo ho trattato nell'articolo:

Ubuntu - Impossibile effettuare Mount NTFS partition is in an unsafe state

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